Notiziario n. 108 del 18 maggio 2020

Decreto Legge Rilancio

Il lavoro agile resta la modalità ordinaria di prestazione lavorativa

Il Decreto Rilancio, approvato dal Consiglio dei Ministri il 13 maggio 2020, in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, conferma che le Pubbliche Amministrazioni proseguiranno nell’erogazione dei servizi con il personale in lavoro agile, che continua ad essere l’ordinaria modalità di svolgimento della prestazione lavorativa. Tenuto conto di quanto premesso le Amministrazioni, allo scopo di accompagnare e assecondare la riapertura delle attività produttive, e di garantire i servizi resi a cittadini e imprese, potranno riallineare l’elenco delle attività indifferibili da svolgere necessariamente di presenza.

Ma non vi è alcune previsione di riapertura indiscriminata. E gli Uffici dovranno continuare ad erogare servizi senza la presenza fisica in ufficio dei dipendenti, se non necessaria. 

Per fare ciò due sono le direttrici di azione:

La prima prevede che, a partire dai prossimi giorni, le Amministrazioni dovranno, oltre che garantire tutte le soluzioni igienico sanitarie previste dai DPCM e dai Protocolli firmati dalla Ministra per la Pubblica Amministrazione con le Confederazioni sindacali, evitare gli assembramenti e la presenza contemporanea dei dipendenti e degli utenti, far rispettare le distanze prescritte, adottare soluzioni organizzative tese a garantire le misure di distanziamento e la protezione degli addetti, oltre che  pericolose code. 

Sarà necessario inoltre introdurre, mediante l’applicazione delle previsioni contrattuali, ulteriori misure di flessibilità e di articolazione dell’orario di lavoro, e garantire la piena tutela del personale che necessita di particolare protezione sociale e sanitaria. 

In tale ambito la FLP ha promosso la definizione di specifici Protocolli di intesa con le diverse Amministrazioni, ed è impegnata a fare in modo che tali accordi siano estesi a tutte le Amministrazioni, superando le resistenze frapposte dai vertici burocratici e da “sindacati” conniventi. 

La seconda prevede l’introduzione e l’implementazione di modalità di interlocuzione programmata con l’utenza, mediante appuntamenti e l’adozione di nuove soluzioni digitali, che permettano l’erogazione sempre più diffusa, mediante tale canale,  di prestazioni e servizi. 

Nel D.L. vengono ribaditi principi come la velocizzazione delle procedure, la loro semplificazione, il divieto di richiedere documentazione già in possesso dell’Amministrazione o di qualunque altra Amministrazione pubblica, la reale interconnessione delle banche dati. Obiettivi, da tempo posti come fattori di rilancio della PA,  che sono però quasi  sempre rimasti  anch’essi sulla carta. 

La nuova prova che ci attende, oltre a quella ancora tutta da vincere  con il Covid 19, è quella di non disperdere il patrimonio di innovazione e valorizzazione delle competenze che l’emergenza ha evidenziato. Il lavoro agile, la modifica delle procedure, la digitalizzazione dei processi, non sono un incidente di percorso, o una parentesi da rimuovere per tornare alle vecchie logiche. 

È un cambio di paradigma al quale le nostre Amministrazioni non possono sottrarsi per essere all’altezza delle nuove sfide.

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A cura della Federazione FLP