Notiziario n. 64 del 19 marzo 2020

Emergenza coronavirus: le norme per la disabilità grave

Il varo da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legge c.d. “Cura Italia” recante nuove misure a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese per contrastare gli effetti dell’emergenza nuovo coronavirus sull’economia, è stato prima preceduto e poi anche seguito, in ragione del fatto che ancora non era noto l’articolato definitivo, da una serie di interrogativi riguardanti l’estensione della durata dei permessi retribuiti ex art. 33 comma 3 della L. 104/92 (fruibili dal lavoratore disabile con handicap grave e /o per l’assistenza a familiari con handicap grave).

Gli interrogativi riguardavano in particolare il numero complessivo e i mesi di riferimento, la possibilità di fruizione cumulata per più di un familiare, e anche le modalità di richiesta e di utilizzo, ed erano supportati dalla circolazione in rete di testi di articolato e di relazioni tecniche (Ufficio Studi Senato, per es.) che alimentavano i dubbi (il primo: 12 giorni per “ciascuno” dei mesi di marzo e aprile, e dunque 24, o solamente 12?).

La pubblicazione del testo del D.L. 18, in G.U. nella serata dello stesso giorno, e alcuni chiarimenti intervenuti attraverso alcune FAQ dall’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, hanno contribuito a delineare un quadro di riferimento più preciso. Proviamo allora a mettere in fila gli elementi di interesse, partendo dalle norme sulla disabilità del D.L. 18: 

  • l’articolo 24 del D.Lprevede che il numero di giorni di permesso retribuito coperto da contribuzione figurativa ex art. 33 c. 3 della L. 104 sia incrementato di ulteriori complessive dodici giornate usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020 (comma 1); che al personale sanitario il predetto beneficio sia riconosciuto compatibilmente con le esigenze organizzative delle aziende ed Enti del S.S.N. impegnati nell’emergenza COVID-19 e del Comparto Sanità (comma 2); per il finanziamento dell’operazione, stanziati 590 milioni di euro; 
  • l’art. 26 comma 2 stabilisce che fino al 30 aprile ai lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità il periodo di assenza dal servizio prescritto dalle competenti autorità sanitarie, è equiparato al ricovero ospedaliero ex art 19, co.1, DL 2 mar 2020, n. 9;
  • l’art. 39 del decreto stabilisce infine che fino alla data del 30 aprile 2020, i lavoratori dipendenti disabili in condizioni di gravità, o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità grave, abbiano diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione.

Questi i chiarimenti interpretativi poi intervenuti, anche da parte dell’Ufficio della PCM. In particolare:

  • l’aumento dei 12 giorni di permesso è complessivo, e va spalmato nei mesi di marzo e aprile;
  • i lavoratori che assistono una persona con disabilità grave e quelli cui è riconosciuta disabilità grave hanno a disposizione, complessivamente per i mesi di marzo e aprile 2020, 18 giorni di permesso retribuito coperto da contribuzione figurativa (gli ordinari giorni 3 di marzo + i 3 giorni di aprile + 12 giorni aggiuntivi da usare entro aprile); dunque i giorni di permesso non “scadono” a fine mese;
  • le modalità per la richiesta e l’utilizzo di questi permessi rimangono le stesse di sempre e pertanto, se era possibile cumulare i due permessi in precedenza, sarà possibile cumulare adesso anche le relative estensioni (esempio: se prima avevi diritto a 6 giorni di permesso totali al mese per due familiari, adesso hai diritto a 36 giorni da poter utilizzare fra marzo e aprile 2020);

In allegato, lo screenshot delle FAQ;

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si riporta, inoltre, il link dell’Ufficio disabilità PCM:

http://disabilita.governo.it/it/notizie/nuovo-coronavirus-domande-frequenti-sulle-misure-per-le-persone-con-disabilita/ 

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A cura della Federazione FLP