Notiziario n. 107 del 13 maggio 2020

Il Ministero non sta facendo il Ministero

e lascia che a gestire gli uffici per l’emergenza Covid-19 siano prefetti e questori e, mancando direttive e coordinamento, ognuno di loro fa come gli pare

Come ormai tutti vi sarete accorti dal giorno 8 marzo 2020 (inizio ufficiale del periodo emergenziale per Covid-19) il vertice burocratico dell’Amministrazione Civile dell’Interno si è impegnato sostanzialmente in un’unica attività: quella di diramare agli uffici centrali e periferici del Ministero dell’Interno le direttive, le circolari e le comunicazioni del Ministro per la Pubblica Amministrazione (Funzione Pubblica).

Venendo quindi meno la funzione di coordinamento da parte del Ministero, prefetti e questori hanno dovuto/potuto fare come meglio credevano.

Le direttive e le circolari della Funzione Pubblica, per essere attuate, necessitavano infatti di provvedimenti e quindi di decisioni che dovevano essere prese… che qualcuno poi ha dovuto prendere.

In alcuni punti esse lasciavano addirittura ampi margini di scelta sui parametri da adoperare per la loro attuazionee, a seconda dei provvedimenti organizzativi che sono stati adottati (in maniera molto disomogenea sul territorio), si sono avuti effetti assai diversi sul personale che lavora sia in modalità presenza fisica negli uffici che in smart working.

Vi sono alcuni punti che avrebbero dovuto essere affrontati e regolamentati a livello nazionale, come:

  • l’eventuale diritto ai buoni pasto per il personale in smart working;
  • la fruizione delle ore di allattamento per il personale in smart working;
  • i permessi orari per particolari motivi personali o familiari o per la legge 104 per il personale in smart working;
  • il completamento dell’orario giornaliero cumulando ore di lavoro di presenza in ufficio e in smart working;
  • la variazione degli orari di lavoro in modalità presenza fisica, che in alcune questure stanno creando una serie di problemi sia sotto il profilo giuridico che organizzativo.

La lista degli argomenti, che per motivi di brevità terminiamo qui, potrebbe proseguire.

Al fine di poter discutere (analogamente a quanto è stato fatto in quasi tutte le altre amministrazioni) i punti sopra richiamati e poter ottenere delle direttive univoche da diramare a tutti gli uffici centrali e periferici del Ministero dell’Interno, la FLP in questi mesi ha inviato una serie di richieste all’Ufficio Relazioni Sindacali dell’Amministrazione Civile dell’Interno, al Vice Capo Dipartimento Vicario per le Politiche del personale ed al Direttore Centrale per le Risorse Umane, senza ottenere alcuna risposta.

Ai tre interlocutori in questione, un viceprefetto e due prefetti di prima classe, facciamo presente che se il lavoro di coordinamento per gli uffici che dovevano gestire la fase emergenziale da Covid-19 era da intendersi circoscritto alla mera diffusione a tutti gli uffici delle direttive e delle circolari della Funzione Pubblica, questa cosa potevano chiedere di farla a noi (che già abbiamo provveduto per tutti i nostri iscritti). 

Lo avremo fatto volentieri e gratis… senza pretendere i lauti stipendi che vengono loro pagati anche a fronte di queste gravi mancanze.

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A cura del Coordinamento Nazionale FLP Interno