Notiziario n. 32 del 2 marzo 2021

Nelle assemblee in videoconferenza di CGIL CISL e UIL

scarseggiano i partecipanti… e anche la democrazia ed il rispetto per il prossimo

Come molti di voi sapranno, in questi giorni CGIL, CISL e UIL sono impegnate in una fervente attività di assemblee sindacali in videoconferenza a livello territoriale.

Alcuni di noi, che lavorano nelle strutture territorialmente interessate hanno risposto all’invito che era stato diramato per partecipare a queste assemblee.

Siccome siamo tutti, oltre che ben educati, anche rispettosi delle iniziative altrui, non abbiamo mai chiesto di intervenire nel dibattito e ci accingevamo a partecipare a queste riunioni in qualità di semplici uditori.

Ebbene, nonostante queste assemblee fossero ufficialmente rivolte a tutti i lavoratori delle strutture interessate, quando siamo stati riconosciuti come sindacalisti, o anche come semplici iscritti, di un sindacato autonomo, ci siamo visti estromettere dalla riunione e, al nostro tentativo di accedere nuovamente alla piattaforma informatica, ci è comparso il seguente messaggio:

“NON PUOI PARTECIPARE NUOVAMENTE A QUESTA RIUNIONE IN QUANTO SEI STATO PRECEDENTEMENTE RIMOSSO DALL’AMMINISTRATORE”

Tale comportamento appare sconcertante, dal momento che viene attuato da soggetti che dovrebbero difendere gli interessi dei lavoratori e, per far ciò, dovrebbero anche ispirarsi a principi democratici e partecipativi.

Non possiamo però dire di essere rimasti sorpresi, in quanto si tratta degli stessi soggetti che nelle trattative con le amministrazioni pretendono da sempre di imporre la logica (antidemocratica e volutamente discriminatoria) dei tavoli separati.

In molti casi coloro che adottano tali “metodi organizzativi” sono addirittura pensionati, ripescati per continuare a svolgere attività sindacale, i quali si erano “formati” nella CGIL in un’epoca in cui quel sindacato era una costola di un Partito Comunista che non aveva ancora del tutto rinnegato Stalin e l’Unione Sovietica… per cui non c’è da stupirsi che essi si continuino a comportare in un certo modo.

La partecipazione da parte dei lavoratori alle iniziative della triplice può comunque considerarsi abbastanza deludente se si considera che in una Regione con due Province un’assemblea rivolta a tutti gli uffici del Comparto Funzioni Centrali ha visto in tutto la bellezza di 49 partecipanti, due terzi dei quali erano “addetti ai lavori”, ovvero organizzatori, relatori, pensionati e quadri sindacali di vario livello, delle tre confederazioni.

Considerato ciò e tralasciando per il momento il contenuto di quelle assemblee (del quale parleremo in modo approfondito in un prossimo comunicato) riteniamo che quel tipo di sindacato e quel tipo di sindacalisti non abbiano più alcuna utilità per i lavoratori nella situazione attuale e possono benissimo essere definiti  “i compari di ieri, senza un domani”.

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A cura del Coordinamento Nazionale FLP Interno