Notiziario n. 144 del 30 dicembre 2025
La Camera approva la Legge di Bilancio 2026
Misure sul lavoro pubblico: parziali e nel complesso insoddisfacenti
Con il voto di fiducia della Camera, dopo la prima lettura al Senato, nel pomeriggio è stata approvata in via definitiva la Legge di Bilancio 2026.
Senza entrare al momento nel dettaglio della moltitudine di disposizioni contenute nel maxiemendamento del Governo — che di fatto ha riscritto gran parte del testo originario — appare evidente come la manovra risulti sbilanciata nel rapporto tra risorse destinate alle imprese e quelle rivolte al lavoro dipendente e ai pensionati.
In particolare, le misure di alleggerimento fiscale si rivelano di scarsissimo impatto per i redditi fino a 35.000 euro, non garantendo alcun reale beneficio a chi, come i dipendenti pubblici e i pensionati, contribuisce da sempre — con il prelievo alla fonte — al finanziamento dei servizi essenziali erogati dallo Stato e dalle Regioni (sanità, istruzione, sicurezza, servizi sociali, ecc.). Al contrario, l’ennesimo intervento di “pacificazione fiscale” premia gli evasori e alimenta la convinzione che, in Italia, le tasse possano anche non essere pagate.
Inoltre, le misure sulla cosiddetta “flat tax” al lavoro dipendente si applicano quasi esclusivamente al settore privato, dove producono vantaggi soprattutto per i datori di lavoro. Vengono così nuovamente esclusi i lavoratori pubblici dalla detassazione degli incrementi derivanti dai rinnovi contrattuali, mentre sul fronte dei premi di produttività il beneficio fiscale resta limitato a un massimo di 800 euro annui. Anche l’innalzamento della soglia di esenzione dei buoni pasto da 8 a 10 euro risulta solo teorico, poiché manca lo stanziamento di risorse per aumentare il valore nominale dei buoni, tuttora fermo a un tetto di 7 euro.
È comunque positivo che si inizi a parlare di detassazione anche nel pubblico impiego e che sia stata accolta, seppure parzialmente, la forte richiesta avanzata dalla FLP negli ultimi mesi e rilanciata anche negli incontri con il Governo durante l’esame della legge di bilancio.
Tuttavia, sarebbe stato necessario un segnale politico più forte, soprattutto in una fase in cui sono in corso le trattative per i rinnovi contrattuali 2025-2027. L’equiparazione al lavoro privato avrebbe infatti permesso un recupero salariale significativo rispetto a retribuzioni notoriamente inferiori alla media europea. Quanto ai premi di produttività, salvo alcune eccezioni positive — come nel caso dell’Amministrazione economico-finanziaria, dove grazie alla vertenza sindacale e all’impegno del Vice Ministro Leo si è andati nella giusta direzione — persistono limiti e tetti all’utilizzo dei Fondi di produttività, rendendo indisponibili risorse importanti da destinare al personale.
L’impegno e l’azione della FLP continueranno con determinazione, oltre che per assicurare l’uniformità del trattamento fiscale tra lavoro pubblico e privato, per garantire il rifinanziamento dei Fondi risorse decentrate, la rimozione dei tetti di spesa, la perequazione delle indennità di amministrazione e l’aumento del valore dei buoni pasto: condizioni indispensabili per giungere in tempi rapidi a rinnovi contrattuali all’altezza delle aspettative.
Continueremo, inoltre, a batterci affinché i prossimi provvedimenti normativi offrano risposte concrete in materia di stabilizzazione del personale precario del Ministero della Giustizia, dei lavoratori a 18 ore dell’Obiettivo Convergenza e di tutte le altre categorie che affrontano la scadenza dei contratti a termine.
Infine, ribadiamo la necessità di intervenire con urgenza per porre fine alla vergogna dei ritardi nell’erogazione del TFS ai dipendenti pubblici, materia sulla quale con forza come Confederazione da tempo siamo impegnati, e che ha visto la Corte Costituzionale pronunciarsi per ben due volte, invitando Governo e Parlamento a rimuovere questa evidente disparità di trattamento.
La misura contenuta nella legge di bilancio, che anticipa da 12 a 9 mesi l’erogazione del TFS solo per chi matura i requisiti dal 2027, è parziale e del tutto insufficiente.
Si tratta di un obiettivo non più rinviabile, che vedrà la FLP e tutte le sue strutture impegnate al massimo livello per garantirne il raggiungimento.
Cogliamo l’occasione infine per augurare a tutte le lavoratrici ed i lavoratori e alle loro famiglie i migliori auguri di un Buon Anno 2026!
A cura della Federazione FLP
