Notiziario n. 31 del 21 marzo 2025
Le istruzioni dell’INPS per i pensionamenti 2025
Via libera anche alle domande di incentivo al posticipo della pensione
Con circolare n. 53 del 5 u.s., INPS ha fornito le indicazioni operative per l’accesso alle opzioni di pensionamento per l’anno in corso alla luce delle novità introdotte con la legge di bilancio 30.12.2024, n. 207, dei cui contenuti abbiamo diffusamente riferito nel nostro precedente Notiziario FLP Interno n. 2 del 3 gennaio 2025.
Ricordiamo le più importanti novità introdotte dalla manovra 2025 incrociandole con le istruzioni dell’INPS.
- MODIFICA LIMITI ORDINAMENTALI DIPENDENTI PUBBLICI
I commi 162-163 hanno sancito la fine dell’obbligo di pensionamento per i dipendenti pubblici che hanno raggiunto i 67 anni d’età o i requisiti per la pensione anticipata ordinaria a 65 anni d’età (c.d. limite ordinamentale di servizio), il che consentirà alle PP.AA. di trattenere in servizio propri dipendenti – ma solo su base volontaria – fino a 70 anni per svolgere tutoraggio e affiancamento dei neoassunti o per altre indifferibili esigenze. Le AA.PP. dovranno in ogni caso rispettare il limite del 10% delle richieste rispetto alle nuove assunzioni programmate (comma 165).
A tal riguardo, la circolare INPS reca due importanti precisazioni: la prima, che in caso di dimissioni intervenute a partire dal 2025, in presenza di un’età pari o superiore a 65 anni ma inferiore a 67, le quote di pensione calcolate con il sistema retributivo sono determinate con le aliquote di rendimento di cui all’Allegato II della Legge di Bilancio 2024; la seconda che, ancora sulla base della stessa tabella, vengono calcolate le quote di pensione liquidate con il sistema retributivo e riferite ad anzianità inferiori a 15 anni al 31 dicembre 1995 per gli iscritti alle Casse CPDEL (Enti Locali), CPS (Sanitari), CPI (insegnanti di asilo e di scuole elementari parificate) e CPUG (Ufficiali Giudiziari, aiutanti e coadiutori).
Da segnalare in aggiunta che, con riferimento all’elevazione a 67 dell’età quale limite ordinamentale, il DL 14.03.2025, n. 25 attualmente in fase di conversione in legge, all’articolo 12 comma 11, ha introdotto una piccola deroga per gli anni 2025 e 2026 che stabilisce che, con decisione motivata rispetto alle esigenze organizzative, le amministrazioni possono risolvere il rapporto di lavoro con preavviso di 6 mesi e nel limite massimo del 15% dei dipendenti che abbiano i requisiti per la pensione anticipata ordinaria e un’età anagrafica ridotta al massimo di due anni (ossia 65 anni). In attesa, ovviamente, della conversione in legge della norma e delle probabili, successive disposizioni regolamentari applicative.
- OPZIONE DONNA
È stata confermata anche per il 2025, con calcolo interamente contributivo e con le condizioni più penalizzanti introdotte nel 2024, che devono sussistere alla data di presentazione della domanda (esuberi con aziende con tavoli di crisi attivi al 1.1.2025; caregiver familiari; inabili al 74%). Serve sempre un minimo di 35 anni di contributi ed età anagrafica di almeno 65 anni, con però un anno in meno per le dipendenti o licenziate di aziende in crisi con tavoli aperti a cui è richiesta un’età di 60 anni, e conferma dello sconto di un anno per chi ha un figlio (esce a 60 anni) e fino a due anni per chi ha due i più figli (esce a 59 anni).
Va comunque utilmente ricordato che, per chi li avesse già maturati negli anni precedenti, continuano a valere ancora le vecchie regole: entro il 31.12.2021, 35 anni di contributi e 58 (dipendenti) o 59 (autonome) anni di età; entro il 31.12.2022, 35 anni di contributi e 60 anni di età, con sconto di un anno per ogni figlio fino a max due anni, a condizione però di rientrare in una delle sopra indicate categorie dell’APE sociale.
- PENSIONE ANTICIPATA FLESSIBILE QUOTA 103
La legge di bilancio 2025 ha confermato “quota 103”, che consentirà di continuare ad andare in pensione con 41 anni di contributi e 62 anni di età anagrafica (62 + 41 = 103), ma ha anche confermato i nuovi e peggiorativi vincoli introdotti con la legge di bilancio 2024: ricalcolo interamente contributivo, come per opzione donna, che ridurrà l’assegno pensionistico a regime; importo massimo erogabile fino al raggiungimento del requisito di vecchiaia (67 anni) in misura pari a 4 volte il trattamento minimo INPS invece di cinque volte come era prima, e dunque fino al raggiungimento dei 67 anni si riceverà una pensione inferiore; infine, la c.d. “finestra mobile”, che segna il tempo tra il momento di maturazione del diritto a pensione e quello della sua decorrenza, che viene confermata a 7 mesi per i lavoratori privati e autonomi e a 9 mesi per i lavoratori pubblici. Pertanto, la decorrenza della pensione non può essere anteriore, rispettivamente, al 2 ottobre o al 1° novembre 2025. Per coloro i quali abbiano maturato i requisiti al 31.12.2023, si continueranno ad applicare le regole di quota 103 varate nel 2023.
Confermato inoltre anche per il 2024 l’incentivo al posticipo del pensionamento, e dunque la possibilità di scelta per il lavoratore di restare al lavoro optando per la destinazione in busta paga della quota di contribuzione a suo carico (di regola il 9,19%), che però ridurrà poi a regime l’assegno pensionistico.
- APE SOCIAL
Le regole di “Ape Sociale” vigenti nel 2024 sono state prorogate a tutto il 2025. Per accedervi, servono 63 anni + cinque mesi di età e 30 anni di contributi per disoccupati, caregiver, lavoratori con handicap di almeno il 74%; sempre 63 anni e 5 mesi d’età, ma con 36 anni di contributi invece, per addetti a mansioni gravose o pesanti, che debbono essere state effettuate per 6 anni negli ultimi 7, o per 7 anni negli ultimi 10.
Confermata pure la non cumulabilità con redditi di lavoro dipendente e autonomo (ad esclusione del lavoro occasionale) entro max i 5mila € annui.
La circolare INPS dispone che gli interessati dovranno presentare domanda di riconoscimento delle condizioni per APE Sociale entro le seguenti scadenze: 31 marzo, 15 luglio e non oltre il 30 novembre 2025.
- PENSIONI MINIME
IL comma 177 dell’art. 1 Legge di Bilancio 2025 stabilisce un aumento del 2,2% per il 2025 e dell’1,3% per il 2026, entrambi destinati ai percettori di pensioni di importo pari o inferiore al trattamento minimo INPS.
- MAGGIORAZIONE SOCIALE
Il comma 178 dell’art. 1 Legge di Bilancio 2025 dispone un aumento automatico della maggiorazione sociale ex legge 448/2001, per i pensionati che si trovino in condizioni economiche disagiate, pari a 8 € al mese; aumentato altresì di € 104 annui il limite reddituale max per poter ottenere l’incremento.
- LAVORATRICI MADRI
Ai fini dell’accesso anticipato alla pensione di vecchiaia, il comma 179 dell’art. 1 legge 207/2024 innalza il limite max di riduzione del requisito d’età da 12 a 16 mesi per le lavoratrici madri con quattro o più figli.
Queste, per le diverse opzioni di pensionamento 2025, le regole e le istruzioni dell’INPS. A tal riguardo, abbiamo già espresso in precedenti Notiziari il nostro giudizio sulla manovra 2025 in ordine alla materia previdenziale che, ben lungi dalle intenzioni dichiarate negli ultimi anni, rinvia ancora una volta a data da destinarsi la cancellazione della legge Fornero. Per questo, l’abbiamo giudicata “una manovra di sostanziale galleggiamento in materia di pensioni” perché conferma di fatto la legge Fornero; non introduce neanche un grammo in più di flessibilità e reca la ragionevole certezza che il 2025 segnerà una ulteriore caduta libera per tutte le forme anticipate di pensione; e addirittura, arriva a introdurre incentivazioni, destinate ai lavoratori con i requisiti per accedere alla pensione, a rimanere al lavoro anche fino a 70 anni. Il che appare francamente paradossale.
A tal proposito, informiamo gli interessati che, con messaggio n. 799 del 5 marzo 2025, l’INPS ha comunicato che il sistema di gestione delle domande di pensione è stato implementato per consentire la presentazione delle domande di incentivo al posticipo del pensionamento, indicando i canali tramite i quali andrà presentata.
A cura del Coordinamento Nazionale CSE FLP Pensionati