Notiziario n. 18 del 2 febbraio 2026
Schema di D.M. per nuova dotazione organica del personale
La FLP la giudica assolutamente inadeguata e chiede l’apertura di un tavolo di confronto sindacale per modificarla
Lo scorso 28 gennaio, l’Amministrazione ha fatto pervenire alle organizzazioni sindacali lo Schema di Decreto Ministeriale per la ripartizione della nuova dotazione organica del personale rimodulata in sede di Piano triennale dei fabbisogni del personale 2025/2027.
Il documento ricalca l’impostazione inadeguata che, da oltre vent’anni, contraddistingue le ripartizioni delle dotazioni organiche del personale civile del Ministero dell’Interno.
Ciò denota, assenza di una visione, di una progettualità e di una strategia per modernizzare e rimodellare l’organizzazione dell’Amministrazione civile dall’Interno.
Con una lettera indirizzata in data odierna ai vertici burocratici dell’Amministrazione ed al ministro dell’Interno, abbiamo chiesto l’apertura di un tavolo di confronto sindacale volto ad una possibile rimodulazione delle dotazioni organiche, al fine:
- di renderle maggiormente rispondenti ai principi di efficacia ed efficienza e alle attuali dinamiche dei processi lavorativi;
- di “depurarle” da determinate logiche conservative, che configgono con i principi sopra richiamati e talvolta determinano addirittura situazioni di illegittimità.
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LE NOSTRE OSSERVAZIONI:
1. La dislocazione dei profili professionali e la loro quantificazione, in particolar modo negli uffici periferici:
a) non risponde ai principi di efficacia ed efficienza nella Pubblica Amministrazione, sanciti dall’articolo 97 della Costituzione, i quali indicano che la PA deve raggiungere gli obiettivi prefissati (efficacia) con il minor dispendio di risorse possibile (efficienza) e al minor costo (economicità), ottimizzando l’uso di mezzi finanziari e umani per realizzare l’interesse pubblico e garantire il buon andamento e l’imparzialità dell’azione amministrativa;
b) non è inoltre improntata ad alcun principio logico-organizzativo nella quantificazione/distribuzione delle risorse umane, che non appare proporzionata al numero di abitanti e di Comuni delle varie province o contesti territoriali e neppure agli effettivi carichi di lavoro dei diversi uffici;
c) sembra invece ispirarsi ad un’esigenza di tipo “conservativo”, ovvero basata sulla “fotografia” dell’esistente, per continuare a giustificare lo squilibrio attuale nell’assegnazione del personale nelle varie province e nei vari contesti territoriali e perfino la presenza di determinati profili professionali in uffici in cui non hanno alcuna utilità o nei quali addirittura quel tipo di professionalità non è prevista.
2. Gli esempi concreti, che comprovano le osservazioni sopra riportate, sono i seguenti:
a) l’inserimento di ben 9 Funzionari Assistenti Sociali (figure professionali che sono previste unicamente nelle Prefetture/UTG o in determinati Uffici Centrali) nella dotazione organica di qualche Questura o addirittura di alcuni Commissariati distaccati di PS, dove prestano servizio (svolgendo verosimilmente mansioni diverse da quelle del loro profilo professionale) in quanto furono lì trasferiti, a dispetto di ogni logica, di ogni esigenza funzionale e in spregio ai principi di efficacia ed efficienza nella Pubblica Amministrazione;
b) la mancanza di coerenza e di proporzionalità nella dislocazione dei funzionari (amministrativi ed economico-finanziari) nei Commissariati distaccati di PS, nella cui dotazione organica si trovano talvolta tre, oppure due, oppure uno, oppure nessuno, funzionari amministrativi… e la stessa cosa vale anche per i funzionari economico finanziari, che anzi spesso sono stati previsti in alternanza ai funzionari amministrativi. Anche in questo caso la dotazione organica sembra essere stata determinata in base ad un principio “conservativo”, ovvero basandosi sulla “fotografia” dell’esistente (personale che lì presta o prestava servizio) e senza tenere in alcun conto l’estensione del territorio ed il numero di abitanti del contesto territoriale in cui i vari Commissariati distaccati di PS operano;
c) mancanza di coerenza e di proporzionalità nella dislocazione di quasi tutti i profili professionali nelle varie Prefetture/UTG e Questure. Anche in questo caso sembra prevalere la logica “conservativa” basata sulla “fotografia” dell’esistente, senza tenere conto di elementi oggettivi come 1) il numero di comuni ricompresi nella provincia, 2) il numero di abitanti residenti nella provincia, 3) il numero di pratiche lavorabili e lavorate in base alla protocollazione delle stesse e di elementi soggettivi come: 1) i dati relativi alle tossicodipendenze, 2) i dati relativi all’infiltrazione criminale, 3) i dati relativi ai flussi migratori, per finalità lavorative o di altro genere, 4) le esigenze, in termini quantitativi, di rilascio della certificazione antimafia, 5) le esigenze specifiche o emergenziali alle quali determinate aree del Paese sono più esposte e che rientrano nelle competenze della Protezione civile.
3. Si rileva infine un eccessivo squilibrio tra la dotazione organica dei funzionari (che appare sottodimensionata) rispetto a quella degli assistenti (che appare invece sovradimensionata).
Questo squilibrio, a parere della scrivente organizzazione sindacale, deriva da una visione ormai datata delle dinamiche dei processi lavorativi all’interno degli uffici.
Le proporzioni tra le dotazioni organiche relative alle due figure professionali, riportate nello Schema di Decreto Ministeriale in oggetto, sono infatti le medesime delle dotazioni organiche di oltre 20 anni fa, nonostante con il passare degli anni, in tutti gli uffici, anche grazie all’implementazione dell’informatica, le dinamiche dei processi lavorativi hanno subito una profonda evoluzione e richiederebbero l’impiego di un maggior numero di addetti con un profilo professionale più elevato. Il fondamento di questa critica sta nel fatto che, ormai da diverso tempo, prefetti e questori ricorrono – attuando anche un indebito e addirittura illegittimo sfruttamento dei lavoratori – all’utilizzo degli assistenti (più capaci e/o di nuova assunzione… in quanto molti di questi ultimi sono laureati) per sostituire i funzionari che vanno in pensione (anche perché in molti casi non ne hanno a disposizione un numero sufficiente).
Scarica lo Schema di decreto ministeriale con per la ripartizione della nuova dotazione organica rimodulata in sede di Piano triennale dei fabbisogni del personale 2025/2027.
Scarica la lettera della FLP del 2 febbraio 2026
Osservazioni allo Schema di Decreto Ministeriale per la ripartizione della nuova dotazione organica del personale rimodulata in sede di Piano triennale dei fabbisogni del personale 2025/2027. Richiesta di convocazione di un tavolo di confronto sindacale.
A cura del Coordinamento Nazionale FLP Interno
