Notiziario n. 74 del 21 maggio 2026

DDL 2911/2026 - Decreto Lavoro 1° Maggio

Audizione presso la Commissione Lavoro della Camera Dei Deputati

Nel corso delle audizioni presso la Commissione Lavoro della Camera dei Deputati sul Disegno di Legge n. 2911/2026 di conversione del Decreto Lavoro 1° Maggio, la CSE, su richiesta del Presidente della Commissione Walter Rizzetto, ha presentato una specifica memoria nella quale ha espresso apprezzamento per numerosi contenuti del provvedimento, in particolare per le misure finalizzate al contrasto del lavoro povero, al rafforzamento delle tutele salariali, alla valorizzazione della contrattazione collettiva, alla lotta contro il caporalato digitale e allo sfruttamento lavorativo.

La CSE ha evidenziato positivamente il rafforzamento del ruolo dei CCNL, il contrasto ai contratti pirata, il collegamento tra incentivi pubblici e rispetto delle regole salariali e contrattuali, nonché l’aumento dei controlli ispettivi contro dumping e sfruttamento. Misure che vanno nella direzione di una maggiore tutela del lavoro e della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori.

Nel nostro documento abbiamo però ribadito con forza che il tema del “salario giusto” non può essere affrontato solo sul piano formale della rappresentanza contrattuale. Esistono infatti settori nei quali anche contratti collettivi formalmente rappresentativi prevedono retribuzioni non più adeguate rispetto al costo della vita e ai principi costituzionali di proporzionalità e sufficienza della retribuzione.

Per questa ragione la CSE ritiene che una soglia minima legale, definita in modo equilibrato e coerente con il sistema della contrattazione collettiva, possa rappresentare uno strumento utile a contrastare il lavoro povero, impedire fenomeni di concorrenza salariale al ribasso e garantire una tutela minima universale soprattutto nei comparti più deboli.

Abbiamo inoltre posto con decisione il tema della democrazia e del pluralismo sindacale. Il contrasto ai contratti pirata non può trasformarsi in un meccanismo che rafforzi assetti monopolistici o oligopolistici fondati esclusivamente sulle confederazioni storiche.

La CSE ha chiesto che venga riconosciuta piena validità ai contratti collettivi equivalenti o migliorativi rispetto a quelli sottoscritti dai sindacati comparativamente più rappresentativi, soprattutto quando tali accordi garantiscono salari migliori, maggiori tutele e una più efficace risposta alle esigenze delle diverse professionalità e dei nuovi modelli organizzativi del lavoro.

Il mondo del lavoro sta attraversando trasformazioni profonde legate alla digitalizzazione, all’intelligenza artificiale, alla nascita di nuove professionalità e alla frammentazione delle modalità lavorative. In questo scenario diventa fondamentale garantire un sistema sindacale realmente aperto, pluralista e democratico, capace di rappresentare le nuove realtà del lavoro contemporaneo senza esclusioni o rigidità.

La CSE ha infine confermato il proprio sostegno alle misure del provvedimento rivolte a incentivare occupazione stabile e di qualità, rafforzare trasparenza e legalità nel mercato del lavoro e contrastare ogni forma di sfruttamento.

La dignità del lavoro, la giusta retribuzione, il pluralismo sindacale e la qualità della contrattazione devono restare pilastri fondamentali per garantire coesione sociale, sviluppo economico e tutela effettiva delle lavoratrici e dei lavoratori.


Documento integrale presentato in Commissione Lavoro della Camera dei Deputati

 


A cura del Coordinamento Nazionale FLP Interno